sabato 5 ottobre 2013

Maria Teresa Saracino: "Non c’è stata sintonia tra il sindaco e la città"


Maria Teresa Saracino: "Non c’è stata sintonia tra il sindaco e la città"
Giuseppe Messe

Maria Teresa Saracino, consigliere comunale del movimento politico “Noi centro con Ferrarese”, invita il centrosinistra, coalizione della quale fa parte, ad una riflessione e a fare un bilancio su quanto è stato fatto in questa legislatura. Con l’elezione diretta del sindaco, secondo la Saracino, al Primo cittadino “è demandato un compito che travalica il semplice ruolo amministrativo, pure di capitale importanza”. E aggiunge: “Il Sindaco ha una responsabilità supplementare, di eccezionale valore simbolico, essendo depositario senza intermediari della delega affidatagli dai cittadini. Ai cittadini deve rispondere non soltanto in materia di operosità, efficacia e trasparenza dell’azione amministrativa, ma anche delle condizioni di vivibilità della sua comunità cittadina, tanto nel senso della serenità e della sicurezza, quanto nel senso delle prospettive e delle occasioni seminate per il futuro”.

Il sindaco Franco Scoditti, “sulla bontà della cui persona è impossibile eccepire”, e con lui la classe dirigente dell’attuale centrosinistra, deve chiedersi – sostiene Maria Teresa Saracino – “se ha sempre o in quale misura corrisposto al dovere impostogli dalla lettera e dallo spirito della legge con cui fu eletto, e se abbia sempre o in quale misura soddisfatto le istanze che in varia misura e a diverso titolo gli sono pervenute ora da semplici cittadini, ora dai comparti produttivi in sofferenza, ora dai settori della cultura, delle professioni, dell’associazionismo”.

Maria Teresa Saracino ammette che “abbiamo pagato la mancata sintonia tra la città ed il primo cittadino, occasione irrimediabilmente perduta che ha causato un vistoso ed ingiusto scollamento tra governanti e governati e un deficit complessivo di qualità dell’amministrazione nonostante la copiosa realizzazione amministrativa in parte in itinere che non è stata adeguatamente portata a conoscenza del cittadino”.

E veniamo alle responsabilità di quanto è accaduto. “A mio avviso – spiega il consigliere comunale di Noi centro per Ferrarese – determinanti sono stati alcuni comportamenti distruttivi assunti da parte del Partito Democratico nei frangenti più cruciali che hanno indebolito fin dalla nascita la capacità politica e amministrativa di questa coalizione. Il quadro venutosi a creare – continua – non ha giovato alla città e in prospettiva non giova al centrosinistra”.

L’appello finale ed un invito: “Non mi sembra peregrino invitare ciascuno dei componenti la maggioranza ad una riflessione senza ipocrisie ed infingimenti e, parallelamente, il Sindaco ad una franca assunzione di responsabilità: forse solo un azzeramento dello status quo può originare una rinascita del centrosinistra ed una nuova e più credibile proposta politica”.

Si quì la nota dell’esponente di Noi Centro per Ferrarese. Cosa intenda per “azzeramento dello status quo”?, non è dato sapere. Azzeramento dell’attuale Giunta per ripartire in questa ultima fase della legislatura con un nuovo esecutivo, o azzerare l’intero Consiglio comunale e andare alle elezioni anticipate?

Due ipotesi che – a nostro parere – contraddicono con quanto si dovrebbe cercare invece di fare sin dalla prossima settimana quando – è auspicabile – si dovrà aprire un tavolo di discussione tra i partiti del centrosinistra per trovare una soluzione condivisibile alle problematiche che hanno minato l’unità d’intenti della coalizione. Azzerare la giunta, già più volte mescolata nella componente del Pd, appare un percorso impervio. Provocare le elezioni anticipate – più volte auspicate dall’opposizione di centrodestra – significherebbe segnare definitivamente, ancora una volta, la sconfitta del centrosinistra mesagnese e stendere un tappeto al centrodestra per tornare alla guida della città. Una prospettiva che, obiettivamente, non aiuta la città. Perché se il centrosinistra ha mostrato crepe, litigiosità e incapacità di governo, sull’altra sponda non si intravede, a tutt’oggi, una coalizione pronta a riprendere il testimone.

In conclusione – a nostro parere – Mesagne ha assoluto bisogno di un governo, soprattutto in questo momento in cui i cittadini guardano ai partiti e alla politica come alla causa del loro malessere. La città non ha bisogno dell’ennesima sconfitta della politica. Ha bisogno, invece, di operosità, di buona politica, di condivisione e di unità d’intenti per risollevare il morale dei giovani affinché possano guardare al loro futuro con maggiore speranza. I partiti e i rappresentanti istituzionali si mettano a lavorare per la città lasciando da parte beghe personali e di partito.

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